Cetraro 2025. Torna l’ipotesi Cennamo (senza Pd)-Cesareo (FI)

Cetraro 2025. Torna l’ipotesi Cennamo (senza Pd)-Cesareo (FI)

Cetraro continua ad essere un caso di studio, soprattutto per psicoanalisti e non certo per politologi perché nella città del porto la politica è latitante da tempo. L’ultimo avvenimento che ha lasciato senza parole i cetraresi è l’incontro, non si sa da chi richiesto, tra l’ex sindaco Cennamo che non parlerebbe a nome del Pd, di cui é segretario Gaetano Bencivinni e i segretari di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Democrazia Cristiana.

Un incontro in sostanza tra Cennamo e i fratelli Cesareo, se si considera che Forza Italia è rappresentata da Tommaso Cesareo e la Democrazia Cristiana da Vincenzo Cesareo. Argomento della discussione la costruzione di un’alleanza in grado di fermare Peppino Aieta che intanto, come al solito, è di nuovo sparito dai radar dopo che sei forze politiche gli hanno chiesto di candidarsi a sindaco.

Ciò che unisce Cennamo, il Pd e parte del centrodestra è proprio l’avversione verso la coalizione che dovrebbe guidare Aieta. Fin qui niente di strano. Ma l’ex sindaco Cennamo nel bel mezzo della riunione mette sul tavolo la possibilità di fare l’alleanza a patto che in lista non compaiano coloro i quali lo hanno mandato a casa con le dimissioni.

Questa presa di posizione, diretta senza troppi giri di parole a Don Masino Cesareo, ha avuto l’effetto di una doccia gelata per Forza Italia e per la Democrazia Cristiana ma non tanto per Fratelli d’Italia che di fare accordi con Cennamo e la sua truppa non ne vuole sentire parlare.

Don Masino non vuole perdere ed è disposto ad allearsi con quelli che ha mandato a casa e con quelli che più volte ha definito gente attaccata al “27” cioè allo stipendio, ed infatti molti degli ex assessori di Cennamo non gradiscono questo avvicinamento tanto da far registrare assenze e prese di posizione non proprio velate.

Rimane forte l’ipotesi che alla fine il centrodestra debba fare una propria lista e che a guidarla ci sia Vincenzo Cesareo, ex Direttore Sanitario dello Spoke Cetraro-Paola, il cui dinamismo in queste settimane ha più volte confermato la nostra ipotesi. Tanto più se si pensa che il progetto politico della larga convergenza, di fatto, è stata indebolita proprio dalle sue intemperanze prima contro Italia Viva e poi contro il professor Pino Losardo, professionista stimato, segretario di Idm.

D’altra parte non sarebbe una sorpresa se il centrodestra scegliesse Vincenzo o Tommaso Cesareo; nel campo invece della sinistra, il Partito democratico continua la sua interlocuzione con il movimento Svolta Progressista anche se i bene informati parlano di contatti serrati tra il Partito Socialista, e dunque Peppino Aieta, e lo stesso Pd. Insomma, la città di Giannino Losardo è ancora una volta nella nebbia di accordi trasversali che non hanno nulla di politico ma che hanno molto di giochi di potere. Se così rimarranno le cose si arriverebbe a tre liste: una espressione del centrodestra con candidato a sindaco Vincenzo Cesareo, una con un’alleanza riformista che vedrebbe candidato Peppino Aieta, un’altra guidata da Concetta Grosso che unirebbe Pd e Svolta Progressista. Ma a Cetraro è tutto possibile e non mancheranno i colpi di scena. Non solo politici.